Domani la prima de’ Il castello incantato” La meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli in scena da domani al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

“Il castello incantato”

La meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli
in scena da domani al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Sette giornate in calendario e, quasi sempre, doppie rappresentazioni per facilitare il pubblico di ogni età a venire a teatro per la meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli, che debutta domani al Verdi (alle 11.00 e alle 18.00, repliche fino al 26 febbraio): “Il castello incantato”, liberamente tratto da “Il Soldatino di stagno” di Hans Christian Andersen, nel nuovo libretto di Fabio Ceresa, con la regia e le scene Francesco Esposito, i costumi di Elena Gaiani e le coreografie di Morena Barcone.

Una nuova commissione della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi e un nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena, inserita nella stagione “SempreVerdi da 0 a 100 (e +), che vedrà l’Orchestra diretta dal Maestro Concertatore e Direttore Takayuki Yamasaki e il Coro da Francesca Tosi.

Marco Taralli

Nasce a L’Aquila nel 1967. Nel suo percorso musicale, il Conservatorio de L’Aquila riveste una parte importante del periodo giovanile dove consegue il diploma in pianoforte con il massimo dei voti; il suo percorso formativo nell’ambito della  composizione si sviluppa a fianco di Sergio Rendine mentre parallelamente approfondisce lo studio della direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti in Italia e con Erwin Lukacs a Budapest all’Accademia Franz Liszt. Compositore eclettico e versatile, dal 1992, anno che segna il suo debutto ufficiale con il brano Fog eseguito dal gruppo Octandre di Bologna, spazia grazie alle sue esperienze e ai suoi studi tra i più diversi generi e le più diverse forme musicali. Conosciuto per una serie di fortunati e brillanti lavori sinfonici, opere e teatro musicale, ha composto, prodotto ed eseguito per le più note Istituzioni musicali, orchestre, ensemble e solisti nelle maggiori Stagioni e Festival in Italia e all’estero. I suoi lavori sono editi da Sconfinarte Edizioni Musicali e da Sonzogno.

Takayuki Yamasaki

Nato e cresciuto a Kyoto, nel 2002 ha debuttato in qualità di direttore d’orchestra a Okinawa, come Direttore ospite della Ryukyu Symphony Orchestra. Ha studiato col M° Gianluigi Gelmetti presso l’Accademia Musicale Chigiana, dove ha ricevuto la borsa di studio “Emma Contestabile”, e con il M° Fabio Luisi presso l’Accademia di Direzione d’Orchestra del Pacific Music Festival di Sapporo, Giappone. Nel 2007 ha ricevuto un contributo dalla Rohm Music Foundation di Kyoto in qualità di ricercatore speciale per attività musicali oltreoceano. Nel 2009 ha ottenuto il diploma di direttore d’orchestra al Festival Internazionale “Little Paris” di Bucarest e ha diretto l’Orchestra della Radio Nazionale Rumena in L’Oiseau de feu di Stravinskij. Al Teatro Verdi di Trieste ha diretto Il segreto di Susanna, Gianni Schicchi nella tournée in regione e La prova di un’opera seria.

 

Francesco Esposito

Si avvicina al teatro nel 1975 con la partecipazione a un corso di perfezionamento con Yves Le Breton e l’iscrizione al DAMS dell’Università di Bologna. Questa preparazione culturale, unita alle prime esperienze come assistente di registi quali Pizzi, Ronconi, Crivelli, Bolognini, Lavia, Lattuada, Fo, Lavelli, gli permette di sviluppare un approccio al teatro del tutto particolare, per profondità e consapevolezza. Dal 1992 collabora con numerosi Enti Lirici italiani e teatri stranieri (Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Giappone). La sua concezione di teatro lirico parte dalla collaborazione imprescindibile tra direttore d’orchestra, cantanti e scenografo. Dal 2000 è fondatore e presidente di Accademia Harmonica. È spesso impegnato come docente presso prestigiose Istituzioni quali l’Accademia Verdiana di Busseto, l’Accademia Filarmonica di Bologna, l’Istituto superiore di studi musicali di Reggio Emilia. Dal 2013 è titolare della cattedra di Arte Scenica al Conservatorio Martini di Bologna. Dal 2017 è Direttore artistico del Festival Voci per Vico, a Vico del Gargano.

Calendario

Martedì 19 febbraio 2019 ore 11.00 e ore 18.00

Mercoledì 20 febbraio 2019 ore 11.00 e ore 18.00

Giovedì 21 febbraio 2019 ore 11.00 e ore 20.30

Venerdì 22 febbraio 2019 ore 11.00 e ore 20.30

Sabato 23 febbraio 2019 ore 11.00 e ore 18.00

Domenica 24 febbraio 2019 ore 16.00

Martedì 26 febbraio 2019 ore 11.00 e ore 18.00

Personaggi e interpreti

La Fata del Natale: Selma Pasternak

Il Folletto Fiordarancio: Paolo Ciavarelli

Piombino: Motoharu Takei

Stella: Cler Bosco

Jack in the box: Andrea Binetti

Brunetta: Elena Sabas

Rossella: Silvia Pasini

Biondina: Elena Serra

Biglietti

Biglietto intero: 7 euro
Ridotto under 18 e scuole: 5 euro

Informazioni e prenotazioni per le scuole
promozione@teatroverdi-trieste.com
tel. 040 6722210

Informazioni Prenotazioni e Vendita
Biglietteria del Teatro Verdi di Trieste
boxoffice@teatroverdi-trieste.com

dott.ssa Federica Zar

Aps comunicazione Snc di Aldo Poduie e Federica Zar

viale Miramare, 17 • 34135 Trieste

Tel. e Fax +39 040 410.910 fzar@apscomunicazione.it

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Lunedì 18 febbraio, alle ore 18.00, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale, per la terza edizione del Festival del Barocco Napoletano, il Concerto dal titolo “Folias, musiche e danze dal XVI al XVII secolo”

Lunedì 18 febbraio, alle ore 18.00, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale, per la terza edizione del Festival del Barocco Napoletano, Fondato e Presieduto da Massimiliano Cerrito, concerto dal titolo “Folias, musiche e danze dal XVI al XVII secolo” con la partecipazione dell’Ensemble Barocco Accademia Reale, diretto da Giovanni Borrelli, anche Direttore Artistico del Festival, del soprano Miriam Artiaco e del gruppo di danze storiche “La Stravaganza” con costumi d’epoca, presenta il critico musicale Lorenzo Fiorito.

Programma

P. F. Caroubel: Pavane d’Espagne – Pavaniglia, da Orchésographie di Th. Arbeau (1589) e Il Ballarino di F. Caroso (1581)

J. B. Lully: Passacalle, da Armide LW 71

C. Negri: Il Canario da Le Gratie d’Amore

G. Sanz: Folias da Libro segundo de cifras sobre la guitarra española (1675)

A. Falconieri
Sinfonia detta la buon’hora
Passacalle

(da Il primo libro di Canzone, Sinfonie, Fantasie, Capricci, Brandi, Correnti, Gagliarde, Alemane, Volte per violini e viole con il basso continuo)

O bellissimi capelli, da Il primo libro di Villanelle a 1, 2, 3 voci con l’Alfabeto per la Chitarra spagnola

G. G. Gastoldi: Alta Mendozza da Le Gratie d’Amore

F. Caroso: Spagnoletta nuova da Nobiltà di dame

A. Falconieri:
Cara è la rosa
Bella porta di Rubini

(da Il primo libro di Villanelle a 1, 2, 3 voci…)

J. B. Lully:
Les Folies d’Espagne

Ouverture
Marche pour la cérémonie des Turcs

(da Le bourgeois gentilhomme LW 43)

A. Falconieri: Folias echa para mi Señora Doña Tarolilla de Carallenos, da Il primo libro di Canzone, Sinfonie, Fantasie…

Ingresso libero

concerto 18 febbraio 2019

Ieri sera al Teatro Verdi grandissimo successo per l’ultima rappresentazione del maestoso allestimento de’ IL PRINCIPE IGOR’, L’UNICA OPERA DI ALEKSANDR PORFIR’EVIC BORODIN, in scena a Trieste dopo 36 anni in collaborazione con l’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet.

E’ andata in scena ieri sera la fortunata produzione del maestoso allestimento de’ Il Principe Igor’ nel bellissimo Teatro Giuseppe Verdi che valorizza il ruolo storico del Teatro Lirico di Trieste quale ponte culturale verso l’Europa orientale.

Un grande sforzo organizzativo, molto impegnativo da parte di questo coraggioso e ben guidato Teatro Lirico, che ha previsto in scena, oltre ai cantanti di profilo internazionale e al corpo di ballo del Teatro di Odessa, un coro imponente, con oltre ottanta artisti diretti dal Maestro del Coro della Fondazione Francesca Tosi.

Una magnifica opera, che non andava in scena da tantissimi anni, altamente coreografica, che raggiunge il massimo della spettacolarità alla fine del secondo atto, quando viene eseguito il pezzo più noto in assoluto, riproposto spesso anche in concerto: le Danze polovesiane.

Tutte pienissime le repliche svolte ed ieri sera non è stato da meno, un Teatro Verdi pieno in ogni ordine di posti, il pubblico ha assistito ad uno spettacolo esemplare dove musica, canto, danze erano in perfetto e magnifico equilibrio grazie ad un sapiente regia, ad una direzione dell’Orchestra e del Coro davvero ben strutturata. Luci di grande effetto, scenografie essenziali senza inutili orpelli e coerenti con il grande movimento in scena di cantanti e danzatori nei loro coloratissimi e preziosi costumi. Una serata di grande impatto emotivo ed artistico, musiche di ineguagliabile bellezza dove la cultura della Madre Russia proposta dall’autore riesce a trasferire emozioni pure senza mai esagerare nel rappresentare. Un successo pieno e meritatissimo per tutti i componenti di questa proposta artistica del Verdi, la sua organizzazione e al direttore del coro della Fondazione Francesca Tosi. Tantissimi applausi finali, richieste di bis a scene aperte concessi dagli artisti durante le Danze polovesiane, una serata di grande musica, incantevole.

Il Principe Igor’, l’unica opera di Aleksandr Porfir’evic Borodin – incompiuta alla morte improvvisa dell’autore e poi completata e rivista da Nikolaj Rimskij-Korsakov e Aleksandr Glazunov – è andata in scena appunto, dopo trentasei anni sul palcoscenico del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste dall’8 fino a ieri 16 febbraio: una produzione dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet dell’anno 2011, che ha previsto una versione in due atti e cinque scene: la prima scena del primo atto è il prologo, la seconda scena del secondo atto è il quarto atto, mentre il terzo atto, non di pugno di Borodin, non è stato rappresentato.

L’Orchestra e il Coro della Fondazione, insieme al Coro e al Corpo di Ballo del teatro ucraino, sono stati diretti in maniera perfetta dal Maestro Concertatore e Direttore Igor Chernetski, Direttore del Balletto Yury Vasyuchenko, Maestro del Coro Francesca Tosi. La regia è stata firmata da Stanislav Gaudasinsky, le scene sono di Tatiana Astafieva, le luci di Vyacheslav Usherenko.

“Per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste – afferma il Direttore artistico,Paolo Rodda – “riportare a Trieste dopo trentasei anni il Principe Igor’ è motivo di grande soddisfazione, anche perché si tratta di uno spettacolo molto impegnativo, che prevede in scena il balletto e un coro imponente. La Fondazione è impegnata in diversi e importanti progetti d’internazionalizzazione: la collaborazione con il prestigioso teatro di Odessa valorizza il ruolo storico del Teatro Verdi e di Trieste quale ponte culturale verso l’Europa orientale”.

Il Principe Igor’ narra la campagna fallita del principe Igor Svjatoslavic di Novgorod-Severskij nell’antica Rus di Kiev contro gli invasori Poloviciani nel 1185. Ispirata al poema epico Canto della schiera di Igor, è un’opera altamente coreografica, che raggiunge il massimo della spettacolarità alla fine del secondo atto, quando viene eseguito il pezzo più noto in assoluto, riproposto spesso anche in concerto: le Danze polovesiane.

Fra gli allestimenti de Il principe Igor’ degli ultimi anni, se ne segnala uno di irrinunciabile fascino: quello del Krasnoyarsk State Opera and Ballet Theatre (Красноярский государственный театр оперы и балета), messo in scena per la prima volta il 28 giugno 2013 e dedicato al 35° anniversario del teatro, il cui direttore artistico è Anatolij Chepurnoij. La regia di Yuliana Malkhasyants sa far rivivere ottimamente le atmosfere del poema medievale cui l’opera si ispira: una storia che narra della spedizione dei principi di Novgorod-Severskij guidati da Igor’ Svjatoslavič contro i polovesi che, stabilitisi nelle steppe del Mar Nero, invadevano periodicamente le terre vicine. Più volte si è detto, fra il serio e il faceto, che ne Il principe Igor’ si trova abbastanza musica per parecchie opere. È vero infatti che Borodin era solito «definire completamente in qualche battuta una certa figura musicale che nessuno sviluppo, nessun lavoro di retorica potrà cambiare» (ERNEST ANSERMET, Ecrits sur la musique).

Per questa fortunata edizione a Trieste l’ottima collaborazione con l’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet

Il Teatro di Odessa vanta una lunga storia, che risale al 1810, anno in cui iniziò a proporre rappresentazioni di compagnie russe con un repertorio di tragedie, vaudeville e opere comiche. Ben presto però l’Opera italiana si affermò anche a Odessa e il teatro vide rappresentare lavori di Rossini, Bellini, Cimarosa, Donizetti, Verdi e così via…
Tanto che Alexander Pushkin disse che l’Opera italiana a Odessa ha “restaurato la sua anima”. Dopo un incendio che lo distrusse completamente nel 1873, il teatro tornò a lavorare dopo la ricostruzione, nel 1887, e da allora regala produzioni importanti e di altissimo livello.

Maestro Concertatore e Direttore Igor Chernetski

Dopo gli studi al Ternopil Music College (l’attuale Accademia Nazionale di Musica di Odessa) nella classe del Professor David Sipitiner, nel 1993-94 si perfeziona alla Hochschule für Musik di Friburgo, nella classe di direzione sinfonica e d’opera di Peter Baberkoff. Nel 1995 ricopre l’incarico di Direttore dell’Odessa Academic Ukrainian Musical and Drama Theater “Vasyl Vasilko” e tra il 1996 e il 1998 dell’Odessa Academic Theater of Musical Comedy “Mikhail Vodyan”.

Dal 1997 è Professore Associato del Dipartimento d’Opera dell’Odessa National Music Academy “Antonina Nezhdanova”. Nel corso della sua carriera ha diretto soprattutto in Ucraina molte orchestre da camera e sinfoniche; si è esibito anche in un ampio repertorio di

titoli d’opera e balletto, oltre che di concerti sinfonici. Ha diretto in Grecia, Germania, Spagna, Belgio, Finlandia e Olanda. Tra i Festival e manifestazioni cui ha partecipato: il Golden Crown (2002), Two Days and Two Nights of New Music (2004 e 2005), Mellow Season in the Odessa Opera (2018), Christmas Festival (2017 e 2018) e il Festival per il 200° anniversario della nascita di Marius Petipa (2018).

“Il Castello Incantato” La meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, da martedì 19 febbraio.

Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

“Il Castello Incantato”

La meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli
in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Nuova commissione della Fondazione
e nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena
“Il Castello Incantato”, meravigliosa favola musicale in un atto di Marco Taralli, liberamente tratta da “Il Soldatino di Stagno” di Hans Christian Andersen, va in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste da martedì 19 (doppia rappresentazione alle 11.00 e alle 18.00) a martedì 26 febbraio: si tratta di una nuova commissione della Fondazione e di un nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Modena, inserita nella stagione “SempreVerdi da 0 a 100 (e +).

Nel nuovo libretto di Fabio Ceresa, affermato regista lirico e librettista esperto nell’arte di fascinare senza banalizzare, “Il Castello Incantato” è diretto dal Maestro Concertatore e Direttore Takayuki Yamasaki, con la regia e le scene Francesco Esposito, i costumi di Elena Gaiani e le coreografie di Morena Barcone. L’Orchestra e il Coro della Fondazione (diretto da Francesca Tosi), insieme ai principali interpreti – Selma Pasternak (La Fata del Natale), Paolo Ciavarelli (Il Folletto Fiordarancio), Motoharu Takei (Piombino), Cler Bosco (Stella), Andrea Binetti (Jack in the box), Elena Sabas (Brunetta), Silvia Pasini (Rossella) ed Elena Serra (Biondina) – sono i protagonisti di uno spettacolo che, nel solco della tradizione italiana, fatta di cantabilità e incontro con il pubblico, sa restituire l’incanto della favola in musica. E gli ingredienti ci sono davvero tutti: la Fata, il folletto saggio, le matrioske frivole, il soldatino, la ballerina e anche il cattivo Jack, che però alla fine diventa buono per la gioia degli spettatori più piccoli.

“Scrivere un’Opera nuova oggi” – conferma Marco Taralli – “significa per me proseguire nel solco tracciato dalla nostra importante tradizione lirica e che in Italia non ha mai smesso di essere viva, alla luce delle suggestioni della mia contemporaneità, e utilizzare un linguaggio che oggi più che mai continua ad avere una straordinaria forza espressiva, in grado di coinvolgere generazioni anche molto distanti tra loro”.

Marco Taralli

In carriera dal 1992, eseguito in importanti istituzioni come il Teatro dell’Opera di Roma, il Liceu di Barcellona, l’Opera House di Sidney, il Teatro Comunale di Bologna e tanti altri sia in Europa sia in Italia, con una diffusione decisamente capillare della sua musica, Marco Taralli rappresenta la nuova strada dei giovani compositori: aperto, melodico, in un’inesausta ricerca della fascinazione musicale anche nelle costruzioni più complesse, laddove la complessità non deve primeggiare uccidendo la piacevolezza, ma al contrario fare sano esercizio di ‘sprezzatura’.

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Al Teatro di San Carlo dal 22 al 28 febbraio 2019 di Giuseppe Verdi UN BALLO IN MASCHERA.

Riceviamo e pubblichiamo:

Teatro di San Carlo – dal 22 al 28 febbraio 2019

Giuseppe Verdi

UN BALLO IN MASCHERA

La regia è di Leo Muscato. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del San Carlo

il gradito ritorno di Donato Renzetti. Interpreti di grande calibro tra cui Luca Salsi, Roberto Aronica, Carmen Giannattasio, Celso Albelo

“Ognuno può facilmente immaginare quanto invasive possano essere state le ingerenze censorie, ma fino a che non le si tocca con mano non si riesce davvero a capire quali enormi compromessi dovevano accettare i compositori, poeti e letterati. Quello che sembra giusto e necessario fare, spesso non è quello che un compositore può permettersi. E nemmeno potremo capire fino in fondo quanto realmente si modifichi il senso dell’opera cambiando ambientazione ed epoca”. Queste le riflessioni di Leo Muscato, il regista che firma Un ballo in maschera, prossima opera in scena alTeatro di San Carlo da venerdì 22 a giovedì 28 febbraio.

Questa produzione del capolavoro verdiano dalla Malmö Opera e dal Teatro dell’Opera di Roma, ripristina sia l’ambientazione originaria dell’azione in Svezia nell’anno 1792, che i nomi del primo libretto di Antonio Somma proposto da Giuseppe Verdi al Teatro San Carlo agli inizi del 1858. La versione originale, quella precedente ai pesanti tagli dettati dalla censura, era basata sul testo di Eugene Scribe, ovvero Gustave III, ou le bal masque (Parigi 1833), che a sua volta si ispirava  al ferimento mortale subito dal re di Svezia, Gustavo III – uomo illuminato e di grande finezza culturale –  in occasione di un ballo mascherato la sera del 16 marzo 1792.

Per le note e già citate vicende legate alla censura, Verdi fu costretto a presentare lo spettacolo a Roma, l’anno dopo, con una nuova ambientazione, Boston alla fine del XVII secolo.

“Ci è sembrato doveroso – continua Muscato – conservare la distanza temporale voluta da Verdi che ambienta la sua storia nel 1792, in una corte sfarzosa e divertente. Ballo, inoltre ha tutti gli archetipi delle favole. C’è il Re, la sua amata, il suo migliore amico, la strega cattiva, il bosco pericoloso, il castello, il ballo. Ci sono l’amore, l’odio, il tradimento, l’onore, il tragico, il romantico. Per questo il nostro incipit è C’era una volta…”.

A dirigere Un ballo in maschera sarà Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e del Coro (maestro del Coro Gea Garatti) del Teatro di San Carlo.

Cast di grande caratura con Roberto Aronica  e Celso Albelo che si alterneranno nei ruoli di Gustavo III Re di Svezia (Riccardo), Carlo, Duca di Ankastrom (Renato) avrà la voce di Luca Salsi e Seung-Gi Jung, Carmen Giannattasio e Susanna Branchini vestiranno i panni di Amelia, Ulrica, invece, avrà come interpreti Agostina Smimmero e Anastasia Boldyreva, Oscar Anna Maria Sarra e Marina Monzò.

Scene di Federica Parolini, costumi di Silvia Aymonino

Giuseppe Verdi/

UN BALLO IN MASCHERA

Opera in tre atti su libretto di Antonio Somma, da Gustave III, ou Le Bal masqué (1833) di Eugène Scribe.

 

Direttore | Donato Renzetti

Maestro del Coro | Gea Garatti Ansini

Regia | Leo Muscato

Scene | Federica Parolini

Costumi | Silvia Aymonino

Luci | Alessandro Verazzi

Movimenti coreografici | Alessandra De Angelis

Assistente alla Regia | Niklas Johansson

Interpreti

Gustavo III Re di Svezia (Riccardo), Roberto Aronica (22, 24, 27 febbraio 2019) / Celso Albelo (23, 26, 28 febbraio 2019)

Carlo, Duca di Ankastrom (Renato), Luca Salsi (22, 24, 26, 28 febbraio) / Seung-Gi Jung (23, 27 febbraio 2019)

Amelia, Carmen Giannattasio (22, 24, 27 febbraio 2019) / Susanna Branchini (23, 26, 28 febbraio 2019)

Ulrica, indovina, Agostina Smimmero (22, 24, 26, 28 febbraio 2019) / Anastasia Boldyreva (23, 27 febbraio 2019)

Oscar, Anna Maria Sarra (22, 26, 27, 28 febbraio 2019) / Marina Monzò (23, 24 febbraio 2019)

Il Conte Horn (Sam), Laurence Meikle

Il Conte Ribbing (Tom), Cristian Saitta

Cristiano, un marinaio (Silvano), Nicola Ebau

Un Giudice, Gianluca Sorrentino

Orchestra, Coro e Balletto del Teatro di San Carlo

Coproduzione Malmö Opera e Teatro dell’Opera di Roma

venerdì 22 febbraio 2019, ore 20.00

sabato 23 febbraio 2019, ore 19.00

domenica 24 febbraio 2019, ore 17.00

martedì 26 febbraio 2019, ore 20.00

mercoledì 27 febbraio 2019, ore 18.00

giovedì 28 febbraio 2019, ore 18.00

Ballo in maschera, regia di Leo Muscato_Insieme ® Yasuko Kageyama - Opera di Roma 2015-16_4068 WEB

Im Stadttheater Klagenfurt gestern Abend, dem 14. Februar, die erste der verträumten und romantischen Kulisse von «Pelléas et Mélisande», der einzigen lyrischen Oper von Claude Debussy.———————–Allo   Stadttheater di Klagenfurt ieri sera 14 febbraio, la prima del sognante e romantico allestimento di «Pelléas et Mélisande», l’unica opera lirica di Claude Debussy.

«PELLÉAS ET MÉLISANDE»

Im Stadttheater Klagenfurt gestern Abend, dem 14. Februar, die erste der verträumten und romantischen Kulisse von «Pelléas et Mélisande», der einzigen lyrischen Oper von Claude Debussy.

Es handelt sich tatsächlich um Sui Generis, da das Libretto aus dem symbolistischen Drama des Nobelpreises Maurice Maeterlinck ohne Anpassung besteht. Das Ergebnis war eine “trockene Lyrik”, die sich etwas von der italienischen Musiktradition unterschied, in der das Lied fast rezitiert (eine Note, eine Silbe). Debussy selbst erklärte: “Ich wollte, dass die Aktion niemals aufhört, sei es kontinuierlich, ohne Unterbrechung. Die Melodie ist antilirica, unfähig, die Mobilität von Seelen und Leben umzusetzen. »

Es wurde 1898 komponiert und 1902 zum ersten Mal in Paris aufgeführt: eines der ersten Beispiele für Literaturoper, ein authentisches Manifest des musikalischen Expressionismus. Im Teatro Comunale di Firenze wurde es 1937 zum ersten Mal unter der Leitung von Albert Wolff aufgeführt.

 

Die Handlung Im imaginären Königreich Allemonde sieht der alte, im Wald verlorene Prinz Golaud ein Mädchen am Rand eines Brunnens weinen, der sagt, dass er vor einer nicht näher bezeichneten Verfolgung flieht. Es ist Mélisande, die Golaud sammelt und heiratet, um sie zu seinem Schloss zu bringen, wo die Atmosphäre eher düster ist. Dort lernt Mélisande den jungen Pelléas kennen, den Halbbruder ihres Mannes. Eines Tages, wenn sich die beiden Jungen im Garten in der Nähe eines tiefen und von Natur aus geheimnisvollen Springbrunnens befinden, beginnt sie mit dem Ehering zu spielen und verliert ihn im Wasser. Gleichzeitig hat Golaud einen leichten Jagdunfall. Als er merkt, dass seine Frau keinen Ring mehr hat, sagt sie ihm, dass sie ihn in einer Höhle am Meer verloren hat; Golaud schickte sie sofort mit Pelléas nach ihm. Der junge Mann liebt sie und demonstriert mehrfach ihre Bewunderung in vollkommener Unschuld; Eines dieser Ereignisse wird von Golaud begleitet, der die beiden für die kindliche Haltung zurechtweist. An diesem Punkt schleicht sich der Holzwurm der Eifersucht ein und fragt Yniold, ein Kind seiner ehemaligen Frau, über die Verbindung zwischen der Stiefmutter und Pelléas. Wenn es übermäßig intensiv ist, fördert es die Entfernung des Halbbruders, zumal der Vater nicht mehr stirbt und der Junge keinen Grund hat, sich zurückzuhalten. Mélisande wird heimlich begrüßt, Pelléas erklärt sich selbst und sie sagt ihm aufrichtig, dass er ihn auch liebt. Piola über die keusche Idylle Golaud, die seinen Bruder durchbohrt und seine schwangere Frau leicht verletzt. Mélisande wird nach der Geburt eines Babys ausschalten, ohne zu wissen, was in ihrer verträumten Unschuld passiert ist.

 

«Pelléas et Mélisande». Oper in fünf Akten und zwölf Gemälden. Musik von Claude Debussy nach einem Text aus dem gleichnamigen symbolistischen Drama von Maurice Maeterlinck

Pelléas et Mélisande Drame lyrique von Claude Debussy / Text von Maurice Maeterlinck

Koproduktion mit dem Théâtre des Champs-Élysées Paris, der Opéra de Dijon und dem Théâtre du Capitole Toulouse In französischer Sprache mit deutschen Übertiteln

Premiere Klagenfurt 14. Februar 2019, 19.30 Uhr

Eine wunderschöne Kulisse dieser intensiven Oper von Claude Debussy, die von Maestro Nicholas Carter durch eine exzellente Orchesterleitung geprägt wird. Die Stimmen stehen im Gleichgewicht mit dem süßen Rhythmus einer Musik, die niemals einen Moment der Entspannung hat. Alles läuft wie ein Film in direkter Aktion ab, die Bühnenaktionen folgen in der romantischen und beabsichtigten Aufstellung von Éric Ruf reibungslos aufeinander. Die Kostüme von Christian Lacroix sind großartig. Diese Koproduktion mit dem Théâtre des Champs-Élysées in Paris, der Opéra de Dijon und dem Théâtre du Capitole Toulouse, in französischen Werken, ist sehr gut und gestern Abend hat das sehr große Publikum, das an der ersten Veranstaltung teilgenommen hat, einen hervorragenden Erfolg erzielt Inszeniert im Stadttheater. Viele haben einen klaren und sicheren Erfolg. Wir fahren mit den nächsten Vorstellungen am 19., 21., 23., 27. Februar fort; 1., 18., 13., 16. März 2019.

 

Pelléas et Mélisande ist eine Koproduktion des Stadttheaters Klagenfurt mit drei Theatern in Frankreich und feierte im Mai 2017 im Théâtre des Champs-Élysées Paris Premiere. Die Oper wurde mit dem „Grand Prix de la Critique“ als beste Theaterproduktion des Jahres ausgezeichnet.

Die Inszenierung übernimmt Éric Ruf, Generaldirektor der Comédie-Française, er hat auch das aufwändige Bühnenbild entworfen. Der französische Modeschöpfer Christian Lacroix zeichnet für die prachtvollen Kostüme verantwortlich, sie wurden alle in den Werkstätten des Stadttheaters angefertigt. Ilse Eerens, die zuletzt als Pamina in Mozarts Zauberflöte das Klagenfurter Publikum begeisterte, ist als Mélisande zu erleben, Jonathan McGovern singt die Partie des Pelléas.

Die musikalische Leitung übernimmt Chefdirigent Nicholas Carter.

Ein zartes Mädchen, das weinend an einem Brunnen im Wald sitzt; ein Ring, der zur Mittagsstunde in einen Brunnen fällt; ein Pferd, das zur selben Zeit seinen Reiter abwirft – Maurice Maeterlincks 1893 uraufgeführtes Fin-de-Siècle-Drama Pelléas et Mélisande konfrontiert den Zuschauer mit symbolträchtigen Bildern, deren Bedeutung sich im Laufe der Handlung erst langsam erschließt. Auch die Sprache des Textes steckt voller Andeutungen und gewinnt ihre Wirkung aus der Verschwiegenheit. Zu Maeterlincks Text komponierte Claude Debussy in seiner 1902 uraufgeführten einzigen Oper eine subtile und doch außerordentlich farbenreiche Musik. Jegliches Pathos vermeidend, gibt sie in sensibler Zurückhaltung den Symbolen Raum zur Entfaltung ihrer Kraft.

Musikalische Leitung Nicholas Carter Regie und Bühne Éric Ruf

 

Einstudierung der Wiederaufnahme Laurent Delvert Kostüme Christian Lacroix

 

Arkel Vazgen Gazaryan Geneviève Alexandra Kloose Pelléas Jonathan McGovern

 

Golaud Oliver Zwarg Mélisande Ilse Eerens Yniold Lisa-Maria Lebitschnig Arzt/Hirte Tara Kuzmych

 

Chor des Stadttheaters Klagenfurt, Kärntner Sinfonieorchester

 

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«PELLÉAS ET MÉLISANDE»

Allo   Stadttheater di Klagenfurt ieri sera 14 febbraio, la prima del sognante e romantico allestimento di «Pelléas et Mélisande», l’unica opera lirica di Claude Debussy.

Opera in realtà sui generis, visto che il libretto è costituito dal dramma simbolista del Premio Nobel Maurice Maeterlinck senza alcun adattamento. Ne è risultato un “drame lyrique” alquanto diverso dalla tradizione operistica all’italiana, scevro di melismi, in cui il canto è quasi recitazione (una nota, una sillaba). Lo stesso Debussy spiegava: «Ho voluto che l’azione non si fermasse mai, che fosse continua, ininterrotta. La melodia è antilirica, incapace di trasporre la mobilità delle anime e della vita».

Composto nel 1898, andò in scena la prima volta a Parigi nel 1902: uno dei primi esempi di Literaturoper, autentico manifesto dell’impressionismo musicale. Al Teatro Comunale di Firenze fu rappresentato per la prima volta nel 1937 con la direzione di Albert Wolff.

La trama. Nell’immaginario regno di Allemonde, l’attempato principe Golaud, smarritosi nella foresta, scorge una fanciulla in lacrime sul bordo di una fontana, che dice di essere in fuga da una non meglio precisata persecuzione. È Mélisande, che Golaud raccoglie e sposa, portandola nel suo castello, dove l’atmosfera è piuttosto cupa. Lì Mélisande entra in confidenza col giovane Pelléas, fratellastro del marito. Un giorno in cui i due ragazzi, nel giardino, sono vicini a una fontana profonda e naturalmente misteriosa, lei si mette a giocare con l’anello nuziale e lo perde nell’acqua; nello stesso momento Golaud ha un lieve incidente di caccia. Quando si accorge che la moglie non ha più l’anello, lei gli racconta di averlo smarrito in una grotta in riva al mare; Golaud la spedisce subito a cercarlo con Pelléas. Il giovane la ama e in più occasioni le dimostra in perfetta innocenza la sua ammirazione; una di queste manifestazioni è scorta da Golaud, che rimprovera i due per l’atteggiamento puerile. Ma a quel punto si insinua il tarlo della gelosia e interroga Yniold, bimbo avuto dalla precedente moglie, sul legame tra la matrigna e Pelléas. Trovandolo eccessivamente intenso, incoraggia l’allontanamento del fratellastro, tanto più che il padre non è più moribondo e il ragazzo non ha motivo di trattenersi. Salutando in segreto Mélisande, Pelléas si dichiara e lei candidamente gli dice che pure lo ama. Piomba sul casto idillio Golaud, che trafigge il fratello e ferisce lievemente la moglie incinta. Mélisande si spengerà dopo aver dato alla luce una bimba, senza essersi resa conto nemmeno, nella sua trasognata innocenza, di cosa sia successo.

«Pelléas et Mélisande». Opera in cinque atti e dodici quadri. Musica di Claude Debussy, su testo dall’omonimo dramma simbolista di Maurice Maeterlinck

 

Pelléas et Mélisande Drame lyrique di Claude Debussy / Testo di Maurice Maeterlinck

Co-produzione con il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, l’Opéra de Dijon e il Théâtre du Capitole Toulouse, in francese con sopratitoli in tedesco

Premiere Klagenfurt 14 febbraio 2019, ore 19.30

Un bellissimo allestimento di questa intensa Opera di Claude Debussy, caratterizzata da un ottima direzione orchestrale del Maestro Nicholas Carter, delle voci in equilibrio con il dolce scandire di una musica che non ha mai un momento di tregua. Tutto si svolge come un film in presa diretta, le azioni sceniche si susseguono fluidamente nel romantico e inteso allestimento di Éric Ruf. Magnifici i costumi di  Christian Lacroix. Questa co-produzione con il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, l’Opéra de Dijon e il Théâtre du Capitole Toulouse, in francese funziona proprio bene e ieri sera il foltissimo pubblico che ha parteciapato alla prima ha tributato un grande successo a questa ottima opera messa in scena allo Stadttheater. Tantissimi appluasi un successo chiaro e certo. Si continua con le prossime rappresentazioni il 19., 21., 23., 27. Febbraio ; 1., 18., 13., 16. Marzo 2019

Pelléas et Mélisande è una co-produzione del Teatro Comunale di Klagenfurt con tre teatri in Francia e celebrato maggio 2017 al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi Premiere. L’opera è stata premiata con il “Grand Prix de la Critique” come miglior produzione teatrale dell’anno.

La produzione è affidata a Éric Ruf, direttore generale della Comédie-Française, che ha anche progettato il sontuoso set scenografico. Lo stilista francese Christian Lacroix è responsabile dei magnifici costumi, tutti realizzati nei laboratori del teatro cittadino. Ilse Eerens che durano entusiasta come Pamina nel Flauto Magico di Mozart al pubblico di Klagenfurt è quello di sperimentare come Mélisande, Jonathan McGovern canta il ruolo di Pelléas.

Il direttore musicale è il direttore principale Nicholas Carter.

Una tenera ragazza seduta a piangere in un pozzo nella foresta; un anello che cade in un pozzo a mezzogiorno; un cavallo che getta via il suo cavaliere, allo stesso tempo – Maurice Maeterlinck 1893 ha debuttato Fin de siècle dramma Pelléas et Mélisande si confronta con gli spettatori con immagini simboliche il cui senso si rivela solo gradualmente nel corso dell’azione. La lingua del testo è anche piena di suggerimenti e ottiene il suo effetto dalla segretezza. Il testo di Maeterlinck componeva Claude Debussy nella sua prima opera del 1902, una musica sottile e straordinariamente colorata. Evitando tutto il pathos, dà ai simboli spazio per dispiegare il loro potere in riserve sensibili.

Direzione musicale Nicholas Carter Regista e sceneggiatore Éric Ruf

Prove generali di prova Laurent Delvert Costumes Christian Lacroix

Arkel Vazgen Gazaryan Geneviève Alexandra Kloose Pelléas Jonathan McGovern

Golaud Oliver Zwarg Mélisande Ilse Eerens Yniold Lisa-Maria Lebitschnig Dottore / Pastore Tara Kuzmych

Coro dello Stadttheater Klagenfurt, Carinthian Symphony Orchestra

Ulteriori spettacoli 19., 21., 23., 27. Febbraio; 1 °, 18, 13, 16 marzo 2019

Introduzione Matinee svolta il 03. Febbraio 2019, ore 11, stage. Moderatore regista Florian Scholz

Introduzione all’opera 25 minuti prima dell’inizio della rappresentazione nella galleria della galleria sulla sinistra.

Lunedì 11 febbraio, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale per la terza edizione del Festival del Barocco Napoletano, il formidabile Concerto dal titolo “L’arte della variazione e dell’improvvisazione barocca in chiave moderna – Percorsi creativi Jazz da Domenico Scarlatti a Oscar Peterson” con il Gino Giovannelli Trio.

Lunedì 11 febbraio, alle ore 18.00 nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale per la terza edizione del Festival del Barocco Napoletano, si è svolto il formidabile Concerto dal titolo “L’arte della variazione e dell’improvvisazione barocca in chiave moderna – Percorsi creativi Jazz da Domenico Scarlatti a Oscar Peterson” con il Gino Giovannelli Trio, formato da Gino Giovannelli (pianoforte), Umberto Lepore (contrabbasso) e Salvatore Rainone (batteria)

Programma

D. Scarlatti: Sonata K1 in re minore

A. Schwartz: Alone together

J. S. Bach: Preludio BWV 847 in do minore

F. Churchill: Someday my prince will come

D. Scarlatti: Sonata K466 in fa minore

G. F. Händel: Sarabande HWV 437 in re minore

G. Giovannelli: Un giorno qualunque

Un esperimento di contaminazione non tra generi musicali diversi ma tra musica che possiede le medesime radici anche se pur di antiche origini. Esperimento riuscitissimo quello del Festival Barocco Napoletano insieme al Gino Giovannelli Trio che ha saputo con grande talento e capacità affrontare un discorso musicale estremamente complesso ed allo stesso tempo molto stimolante. La musica barocca pone le basi della musica moderna e la Scuola Musicale Napoletane ha dettato canoni e metodi che ancora oggi ritroviamo nei generi musicali in voga. Il programma davvero particolare si è svolto con una naturalezza e bellezza unica i brani si sono susseguiti tra loro coinvolgendo con le loro armonie e la loro musicalità il foltissimo pubblico intervenuto. Più di 300 persone hanno applaudito tributando il giusto successo, questi formidabili artisti, tutti bravissimi,  Gino Giovannelli (pianoforte), Umberto Lepore (contrabbasso) e Salvatore Rainone (batteria), che hanno eseguito in modo pregevole l’intero Concerto. Un esperimento che il Festival porterà avanti per la sua strada e che continuerà con questi ottimi artisti in futuro.

50 Jahre Carinthischer Sommer Programmpräsentation in Villach.

50 Jahre Carinthischer Sommer

Programmpräsentation in Villach
Montag, den 25. Februar 2019, 19 Uhr
Congress Center Villach

Anlässlich des 50-jährigen Bestehens lädt der Intendant Holger Bleck Sie herzlich zur Programmpräsentation 2019 ein. Musikalisch umrahmt wird die Präsentation vom Kärntner Quartett Klakradl. Mit folgenden Gästen wird der Intendant über 50 Jahre Carinthischer Sommer und das Festspielprogramm sprechen:

Martin Haselböck, Dirigent & Organist
Helmut Jasbar, Musiker & Ö1-Moderator
Dieter Kaufmann, Komponist

Im Anschluss der Programmpräsentation laden wir zu einem kleinen Umtrunk ein.
Anmeldungen werden bis 20. Februar 2019 erbeten an:
office@carinthischersommer.at oder +43 1/596 81 98

Wir freuen uns auf Ihr Kommen!

VORSCHAU
Programmpräsentation in Wien am 14. März um 19 Uhr

Alljährlich präsentiert der Club Carinthia das Festspielprogramm des Carinthischen Sommers in der BKS Bank (Renngasse 6-8, 1010 Wien). Anmeldungen werden jederzeit gerne entgegengenommen unter: office@carinthischersommer.at oder 01 / 596 81 98

v.l. Holger Bleck (Intendant), Walburga Litschauer (ehem. Obfrau Verein Carinthischer Sommer), Eva Wissiak (Club Carinthia) und Anton Seebacher (BKS Bank) (c) Armin Bardel
10% Frühbucherbonus

Der allgemeine Kartenvorverkauf der Saison 2019 beginnt am 26. Februar 2019 und Sie erhalten bis einschließlich 15. März 2019 -10% auf Ihren gesamten Kartenkauf. Tickets sind erhältlich über unsere Website, per Mail an tickets@carinthischersommer.at oder telefonisch unter 01 / 596 81 98.

Das gesamte Festivalprogramm finden Sie ab 26. Februar 2019
auf unserer Website.

Lunedì 11 febbraio a Villa di Donato per la rassegna “Max 70” classe e talento per il concerto dell’oboista Fabien Thouand in quartetto.

Si è tenuto oggi lunedì 11 febbraio 2019, alle ore 20.30, presso la Sala da Ballo di Villa di Donato (piazza S. Eframo Vecchio – Napoli), il concerto di Fabien Thouand in quartetto, secondo appuntamento con MAX 70, rassegna di musica da camera dedicata ai veri estimatori della musica classica.

Un concerto dove la classe e il talento hanno trionfato. Un programma piacevolissimo eseguito con grande capacità da parte di questi quattro magnifici artisti. Tutto perfetto, pause, attacchi, equilibrio fra le parti ed una profondità di suono davvero intensa. Fabien Thouand è un grande oboista, musicista completo porta con se questo ensamble con grande capacità. I suoi compagni di musica sono perfetti ed in sontonia tra loro. Grande successo è stato tributato agli artisti da parte del competente pubblico intervenuto, tantissimi applausi e un richiestissimo bis finale mozartiano. Un altro bellissimo concerto a villa di Donato e altra ottima scelta di David Romano direttore artistico del Max70. Alla prossima!!!

Primo oboe del Teatro alla Scala dal 2004, Fabien Thouand ha ricoperto questo ruolo anche in altre prestigiose orchestre internazionali quali l’orchestra del Teatro de la Monnaie a Bruxelles, alla Bayerischen Staatsoper di Monaco di Baviera, dell’Opéra de Lyon, con i Bamberger Symphoniker, la Camerata Salzburg, la Bayerischen Rundfunk Orchester, la Deutsche Symphonie-Orchester Berlin, la London Symphony Orchestra. Professore di Oboe al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano e recentemente al Royal College of Music di Londra, ha suonato sotto la direzione dei direttori più famosi fra cui Riccardo Muti, Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Lorin Maazel, Georges Pretre, Zubin Metha, Yuri Termikanov, Kurt Masur, Charles Dutoit, Semyon Bychkov, Riccardo Chailly e Valery Gergiev.
Thouand si accompagnerà, in occasione del concerto di Villa di Donato, a tre musicisti altrettanto d’eccezione: Marlène Prodigo, violinista dell’Orchestra Nazionale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, membro del Sestetto Stradivari e fondatore del quartetto Red4Quartet; David Bursack, alla viola, membro del Quartetto Fonè di Firenze e dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia; Roberto Mansueto, violoncellista dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Primo Violoncello dell’Orchestra Giovanile Italiana e, dal 2011, primo violoncello dell’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti.

Come consuetudine della casa al concerto è seguita una deliziosa cena, offerta dalla Padrona di Casa ai gentili ospiti.
Nel menù della serata “pizzelle” e paste cresciute, Sartù di riso della casa, Zuppa di cipolla al gorgonzola e, per finire, le immancabili graffette calde.

Stagione 2018/19 Live in Villa di Donato – rassegna Max 70
Lunedì 11 febbraio, ore 20.30, Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli

Fabien Thouand, oboe e corno inglese
Marlène Prodigo, violino
David Bursack, viola
Roberto Mansueto, violoncello

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart: Quartetto in fa maggiore

Benjamin Britten: Phantasy op.2
Andante alla marcia

Joseph Fiala: Quartetto in fa maggiore

Jean Françaix: Quartetto per corno inglese, violino, viola, violoncello

Giovedì 14  febbraio 2019 al Teatro Sannazaro l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta un concerto/omaggio allo scrittore Jo Nesbø    da parte del chitarrista Marco Cappelli con  il programma  “ The NesbøProject/Norwegian Landscapes”.

Riceviamo e pubblichiamo:

ASSOCIAZIONE ALESSANDRO SCARLATTI –   TEATRO SANNAZARO

Giovedì 14 febbraio 2019 – ore 20.30

COMUNICATO STAMPA

Giovedì 14  febbraio 2019 alle ore 20.30 al Teatro Sannazaro la Associazione Alessandro Scarlatti presenta un concerto/omaggio allo scrittore Jo Nesbø    da parte del chitarrista napoletano  Marco Cappelli con  il programma  “ The NesbøProject/Norwegian Landscapes”. Sul palco, oltre al Marco Cappelli Acoustic Trio formato da  Marco Cappelli (chitarra), Ken Filiano(contrabbasso) e  Satoshi Takeishi (percussioni)  anche  Shoko Nagai (bandoneon e live elettronics) e Oscar Noriega (clarinetti), e l’attore Andrea Renzi  come voce recitante.

Con “Norwegian Landscapes” Marco Cappelli sceglie i racconti oscuri e inquietanti di Jo Nesbø per concludere la sua trilogia dedicata al romanzo noir, dopo “Les Nuages en France” dedicato a Fred Vargas e “Le stagioni del Commissario Ricciardi” ispirato a Maurizio De Giovanni. “Questo terzo esperimento – racconta l’autore Marco Cappelli – sceglie il noir scandinavo di Jo Nesbø, autore che presenta una vena di maggior crudezza rispetto ai suoi colleghi francesi e italiani. Registrando il nostro terzo disco il suono che abbiamo dunque immaginato richiedeva una tessitura più densa. Da qui l’estensione del trio a quintetto, con l’aggiunta dei clarinetti di Oscar Noriega e la leggera elettronica suonata su disco da Dj Olive e dal vivo da Shoko Nagai, che aggiunge anche la fisarmonica. Ciò che mi ha colpito di più della poetica di Nesbø è il taglio psicologico dei personaggi, forse più ancora del meccanismo giallistico pieno di suspense dei suoi romanzi. Dunque questa direzione musicale è ben servita dal linguaggio improvvisativo in cui questa band si distingue particolarmente, offrendo spunti sempre nuovi di sviluppo ai temi scritti”.

Se esistessero le rockstar in letteratura, Jo Nesbø sarebbe indubbiamente una di esse. Norvegese, cinquantanove anni e libri pubblicati in una quarantina di lingue. è oggi l’alfiere mondiale del romanzo scandinavo, dal sapore sporco, con protagonisti personaggi dalla moralità vacillante, e dalle poco ortodosse quanto efficaci capacità investigative. Nei romanzi della serie di Harry Hole, il biondo detective alcolizzato si muove tra una Oslo violenta ed i luoghi più disparati: dall’Australia a Bangkok fino al Congo. Il ritratto che ne scaturisce è quello di una capitale norvegese decisamente lontana dagli stereotipi, dove il crimine si annida nelle strade scure e nelle periferie.

Questo concerto  ispirato alla sua opera è concepito  in due serie di brani che scorrono parallelamente: sette brani composti intervallati da sei interludi improvvisati in un susseguirsi di atmosfere coerenti e al tempo stesso disomogenee, nelle quali  q non solo le due anime – quella più libera e quella composta – si inseguono, ma al contempo si guardano l’un l’altra in un gioco di specchi. Una proposta che avvicina due mondi – quello della letteratura e quello della musica – che hanno il potere formidabile di creare mondi immaginari.

Biglietti: platea e palco I° fila € 18; palco II°e III° fila € 13; ridotto giovani ( under 30)  €13; last minute € 5 (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni: www.associazionescarlatti.itinfo@associazionescarlatti.it

Infoline . 081 406011

Programma

THE NESBØ PROJECT

Musiche liberamente ispirate all’universo noir di Jo Nesbø

 

Il concerto è ispirato al CD “Norwegian Landscapes “ di cui riportatiamo la track list                                                                                                                                                      ‘58

 

Harry Hole’s Mood

Norwegian landscapes #1

Escape ti Hong Komg

Norwegian landscapes #2

Finding Rakel

Norwegian landscapes #3

Bad Hunt

Norwegian landscapes #4

Marcia del potere marcio

Norwegian landscapes #5

Oleg’s gamble

Norwegian landscapes #6

Asajev song: hommage to Igor

Marco Cappelli, chitarre
Ken Filiano, contrabasso
Satoshi Takeishi, prcussionji
Oscar Noriega, clarinetti
Shoko Nagai bandoneon, live electronics
Andrea Renzi, voce recitante

 Marco Cappelli  e` ormai da anni protagonista di un singolare percorso artistico che, dopo studi accademici di ottime referenze (Conservatorio di S. Cecilia di Roma e successivamente Musik Akademie di Basilea con Oscar Ghiglia),  lo vede passare con disinvoltura dall’esecuzione della scrittura musicale più rigorosa alla pratica dell’improvvisazione. Dalla rosa delle sue collaborazioni (Anthony Coleman, Michel Godard, Butch Morris, Mauro Pagani, Jim Pugliese, Enrico Rava, Marc Ribot, Adam Rudolph, Elliott Sharp, Giovanni Sollima, Markus Stockhausen, Cristina Zavalloni …) emerge il respiro internazionale e trasversale della sua attivita` concertistica: e` difatti regolarmente ospite sia in stagioni concertistiche di musica classica e contemporanea che in festival di jazz e di improvvisazione, tanto come solista che in diverse combinazioni di ensemble. Ha inciso per l’etichetta americana Mode Records, che nel 2017 ha pubblicato il suo settimo cd), nonche` per la Tzadik diretta da John Zorn.

Attivo dai primi anni ’80, il contrabassista  Ken Filiano ha dato il suo contributo a dozzine di albums, la maggior parte dei quali vanno sotto l’etichetta di “jazz creativo”, dal post-bop alla  free improvisation. Impegnato attivamente nella didattica, ha insegnato presso l’ University of New Mexico (Albuquerque), la New York State University (Buffalo), la UCLA, e la  Rutgers University. Nel 2002 Filiano ha realizzato il suo primo cd come leader per Clean Feed, dal titolo Subvenire, seguito da  Dreams from a Clown Carin quartetto con i sassofonisti  Tony Malabye Michaël Attias ed il batterista  Michael T.A. Thompson. Tra le sue innumerevoli collaborazioni merita particolare menzione il suo recente ingresso nell’ultimo quartetto guidato da Anthony Braxton.

Batterista, percussionista e arrangiatore  Satoshi Takeishi e` nato a Mito, Giappone. Ha studiato presso il Berklee College of Music di Boston, USA. Dopo gli studi, interessato alla musica sud-americana ha vissuto per 10 anni in Colombia, dove ha suonato con i piu` importanti musicisti del paese. Attualmente continua la sua esplorazione multiculturale, spaziando dall’elettronica ad un particolarissimo set di percussioni da lui stesso approntato: vive e lavora a New York, dove e` tra i piu` richiesti improvvisatori della della ricchissima scena musicale della Grande Mela.

Clarinettista, sassofonista, polistrumentista e compositore, Oscar Noriega vive a Brooklyn dal 1992. Ha lavorato con Lee Konitz, Anthony Braxton, Gerry Hemingway, Dewey Redman e  Paul Motion. Attualmente suona con Tim Berne’s Snakeoil, Endangered Blood (Chris Speed, Jim Black, Trevor Dunn) e co-dirige con Jacob Garchek, la “Banda De Los Muertos”, progetto ispirato alla musica popolare per banda messicana.

Shoko Nagai  è compositrice, pianista e fisarmonicista, nonchè esperta di live electronics. Nata in Giappone ha studiato alla Berkley School di Boston dove studia Jazz e Musica Classica, adattando la sua maestria a diversi tipi di tastiere. Trasferitasi a New York nel 1999,  ha suonato con  John Zorn, Ikue Mori, Marc Ribot, Miho Hatori (Cibo Matto), Butch Morris, Elliot Sharp e molti altri. La sua attività concertistica la ha portata ad esibirsi su prestigiosi palcoscenici in molti paesi tra cui: Svezia, Italia, Austria, Francia, Svizzera , Olanda,  Giappone, Israele, Brasile e USA. Shoko Nagai ha scritto musica per film e inciso dischi come band leader nonché` diretta da musicisti del calibro di Erik Friedlander e Frank London.La sua ultima presenza in Italia risale al 2015 con il debutto presso il Napoli Teatro Festival di “Sonata per il Commissario Ricciardi” di Maurizio De Giovanni con Andrea Renzi.

Andrea Renzi  debutta come attore teatrale ed è tra i fondatori delle compagnie Falso Movimento e Teatri Uniti. È stato protagonista dei principali spettacoli di Mario Martone  fra i quali ‘Rosso Texaco’ (1980), ‘Otello’ (1983), ‘Il desiderio preso per la coda’ (1985), ‘I Persiani’ (1990), ‘Riccardo II’ (1993), ‘I sette contro Tebe’ (1996) di  Toni Servillo, ‘Le false confidenze’ (1998) e ‘Tartufo’ (2000). È stato autore, interprete e regista di “Sangue e Arena” (1984), Premio Narni Opera Prima. Nel 1997 ha diretto e interpretato al Festival di Benevento ‘Rosencrantz e Guildenstern sono morti’, dal quale è stata tratta una versione video, realizzata con un gruppo di attori-bambini. A teatro ha lavorato inoltre con Elio De Capitani, Marco Baliani, Leo De Berardinis. Nel 2000 ha ricevuto il Premio  Salvo Randone  per la sua attività di interprete. Nel 2001 ha diretto Roberto de Francesco e Toni Servillo  ne ‘Le avventure di Pinocchio’. Per il cinema, con la regia di Mario Martone , ha interpretato “Morte di un matematico napoletano”, Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 1992, ed è stato protagonista di “Teatro di guerra” presentato al festival di Cannes 1998, e, con la regia di Giovanni Fago , di “Sulla spiaggia al di là del molo” presentato al Festival di Berlino 2000. È apparso ne “Le fate ignoranti”  di Ferzan Ozpetek, in concorso al Festival di Berlino.

03.MC_Acoustic trio+Noriega