Dal 22 al 29 gennaio 2020 “Tosca è storia di donne e di uomini, ma parla di Dio” Edoardo De Angelis al Teatro di San Carlo per la sua prima regia lirica  

Riceviamo e pubblichiamo:

Dal 22 al 29 gennaio 2020

“Tosca è storia di donne e di uomini, ma parla di Dio”

Edoardo De Angelis al Teatro di San Carlo per la sua prima regia lirica

 

E’ Tosca di Giacomo Puccini ad aprire il 2020 operistico del Teatro di San Carlo in una nuova produzione molto attesa. A firmare la regia è Edoardo De Angelis, uno tra i registi del cinema italiano più interessanti, che con il capolavoro pucciniano affronta per la prima volta il palcoscenico lirico.

Diretta dalla mano maestra di Donato Renzetti, sul podio dell’Orchestra e del Coro del San Carlo – istruito quest’ultimo da Gea Garatti – Tosca avrà un’altra firma di prestigio, quella di Mimmo Paladino per le scene.  I costumi sono di Massimo Cantini Parrini, le luci, invece, di Cesare Accetta. In scena anche il Coro di Voci Bianche del San Carlo diretto da Stefania Rinaldi.

“Con Tosca, come nei titoli di tradizione – ci spiega il Maestro Renzetti – occorre muoversi nel rispetto totale della musica e la prima cosa da fare è eliminare le incrostazioni di stile accumulatesi in decenni di esecuzioni e restituire Tosca nella sua essenza. In particolare con l’orchestra occorre fare sempre un lavoro nuovo, perché c’è sempre un dettaglio, un colore, un tratto che si rivela all’improvviso. Quella di Tosca oltre che bella è una musica difficilissima; le maggiori insidie non sono nelle arie famose, nei duetti carichi di passione; la parte complicata sta proprio nel mezzo, tra le pieghe dei declamati drammatici, nel perseguire la perfetta adesione tra testo e musica”.

“Questa è una storia di tanti anni fa, – racconta invece nelle sue note il regista Edoardo De Angelis – di un luogo lontano e capitale come Roma. Questa storia accade oggi in una periferia che è il centro della terra. Un luogo che è terreno bagnato e bruciato, letto di fiume, ventre malato e medicamentoso.

In questo luogo c’è un uomo che per smania di potere distrugge tutto e tutti, compreso se stesso. A lui si contrappone un gigante creativo, la cui opera è così vera che riesce a nascere e vivere. Un uomo che crea, lotta contro un uomo che distrugge.

Soprattutto, questa è la storia di una donna, Tosca, che ha ottenuto le sue conquiste con fatica ma è disposta a rinunciare a tutto per l’unica cosa che per lei è più importante di tutte. Una donna che genera: può anche morire ma non può perdere.

Questa è una storia che si ripete. All’infinito.  – continua De Angelis -. Un luogo così vero da essere tutti i luoghi. Un tempo così preciso da essere sempre. Siamo fatti in buona parte di acqua, il resto è melodramma. Tosca è storia di donne e di uomini, ma parla di Dio”.

“In Tosca, rispetto a tante altre opere liriche, – spiega Mimmo Paladino – c’è qualcosa in più che affascina, che mi ha colpito: una sorta di inganno continuo, nulla è come sembra. Tutto è altro. Ognuno dei protagonisti non conosce quella parte di verità che lo porterà alla morte. Floria Tosca cade nell’inganno della gelosia, il ventaglio che è altro da quello che le fanno pensare, e lei, che ha vissuto d’arte, con le sue mani “mansuete e pure” uccide Scarpia. E più crudele di tutto si rivela l’inganno finale verso cui vanno felici e ignari i due amanti. Chi sa tutto è Puccini, voglio dire la sua musica che fa da testimone, commenta, grida di dolore. La musica dice tutto: c’è l’alba, c’è la speranza di Tosca, c’è il dolore dell’orchestra – unica a sapere la verità – davanti alla gioia e all’ansia della protagonista. La musica sì, è senza tempo”.

“Un pittore crea, – continua il celebre artista – rilegge il mondo per sensazioni. Lo spazio è quello dello spirito, è quello dell’artista che ascolta la Tosca. E’ assolutamente senza tempo. E’ come riafferrare il valore eterno di Puccini, di Verdi, di Rossini… La loro musica è storica e perentoria, ma sublime nella capacità totale di staccarsi dal contesto del libretto, dalla trama, per diventare senso assoluto”.

Cast di altissimo rango quello impegnato in Tosca, con Carmen Giannattasio che si alterna con Monica Zanettin nei panni di Floria Tosca, Fabio Sartori e Arsen Soghomonyan saranno Mario Cavaradossi, Enkhbat Amartuvshin e George Gagnidze i due Barone Scarpia, Renzo Ran Cesare Angelotti, Matteo Peirone il Sagrestano, Francesco Pittari Spoletta.

Si ringrazia Bulgari che farà indossare un gioiello della Maison alla Signora Carmen Giannattasio.

Giacomo Puccini

TOSCA

Direttore | Donato Renzetti

Regia | Edoardo De Angelis

Scene | Mimmo Paladino

Costumi | Massimo Cantini Parrini

Luci | Cesare Accetta

 

Floria Tosca | Carmen Giannattasio  / Monica Zanettin (23, 25 e 29 gennaio)

Mario Cavaradossi | Fabio Sartori  / Arsen Soghomonyan (23, 25 e 29 gennaio)

Il Barone Scarpia | Enkhbat Amartuvshin / George Gagnidze (23, 25 e 29 gennaio)

Cesare Angelotti | Renzo Ran

Il Sagrestano | Matteo Peirone

Spoletta | Francesco Pittari

 

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

Nuova Produzione del Teatro di San Carlo

 

mercoledì 22 gennaio 2020, ore 20.00, giovedì 23 gennaio 2020, ore 20.00
venerdì 24 gennaio 2020, ore 18.00 , sabato 25 gennaio 2020, ore 19.00
domenica 26 gennaio 2020, ore 17.00, martedì 28 gennaio 2020, ore 20.00
mercoledì 29 gennaio 2020, ore 18.00

Giulia Romito

Ufficio Stampa

Tel. +39 081-7972301

Fax  +39 081-7972306

Email: ufficiostampa@teatrosancarlo.it

20191211_222125.jpg

Per la stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini, in collaborazione con Live Tones, il formidabile concerto di Enrico Pieranunzi (pianoforte) e Rosario Giuliani (sassofono) dal titolo Duke’s Dream.

Ieri sera Giovedì 16 gennaio, alle ore 21.30 nella chiesa di San Rocco a Chiaia alla Riviera di Chiaia, 254 per la stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini, in collaborazione con Live Tones, si è svolto il formidabile concerto di Enrico Pieranunzi (pianoforte) e Rosario Giuliani (sassofono) dal titolo Duke’s Dream-
In programma musiche di Duke Ellington con originali arrangiamenti del M° Pieranunzi.
Una serata di grande Jazz a Napoli, performance di grande livello di due affermati e notissimi artisti che da anni si cimentano in grandi serate musicali dove genio e passione convivono. Un pubblico delle grandi occasioni ha gremito la bellissima Chiesa di San Rocco gestita con grande capacità e impegno dalla Fondazione Pietà ‘de Turchini che ieri sera insieme a Live Tones hanno creato e dato vita a questo splendido prodotto culturale.
Tantissimi applausi un grandissimo successo per questi due grandi musicisti che con la loro idea sul Grande Duke Ellington hanno rapito, per più di due ore con tanti standard e brani originali dedicati al genio di Ellington, un pubblico felice di essere nel posto giusto e momento giusto.

Riprende la Stagione della Associazione Alessandro Scarlatti al Teatro Sannazaro con il ritorno, nel suo meraviglioso recital, del grande pianista Alexander Lonquich

Ritorna a Napoli il grande pianista tedesco, che da anni si è stabilito in Italia e vive tra Firenze e Roma. Lonquich per l’occasione ha pensato di proporre un concerto a due facce, che è partito dal Rondò in sol maggiore  di  Beethoven ed è proseguito mescolando i Klavierstücke op. 118 di Brahms con quelli op. 11 di Arnold Schönberg, e a Beethoven è ritornato sul finale con la Sonata  “Hammerklavier”. Un lucido ed appassionato percorso che ha letteralmente strabiliato il foltissimo pubblico intervenuto.

Artista eclettico e molto impegnato, da quando ha vinto il Concorso “Casagrande” nel 1977 Alexander Lonquich ha dato in tutto il mondo concerti con grandi orchestre e illustri direttori, tra cui Claudio Abbado,Ton Koopman, e Marc Minkowski. Una parte importante della sua attività è dedicata alla musica da camera, e da qualche anno si dedica con successo anche alla direzione d’orchestra.  “Per me è anche molto importante cambiare punto di vista – spiega Lonquich in un’intervista  – da una parte il lavoro solitario, da solista, specialmente quando si suona senza orchestra. Un recital … è una bellissima osservazione di se stessi, del proprio rapporto intimo con la musica. Nella musica da camera c’è l’incontro, e di solito sono molto amico dei musicisti con cui suono… Alla direzione sono arrivato per via della mia insoddisfazione di suonare e basta: non da ultimo, c’è anche un lavoro che si può definire “didattico”, in quanto sono direttore principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, un’orchestra giovanile.”.  Nel 2013 ha creato nella propria abitazione fiorentina, assieme alla moglie Cristina, Kantoratelier, un piccolo spazio teatrale dove le materie a lui care – psicologia, musica e teatro – vengono approfondite grazie a laboratori, seminari e concerti. Questa ampiezza di orizzonti si riflette nella scelta dei programmi dei suoi concerti, che non sono mai assemblati a caso e offrono sempre stimoli molto interessanti all’ascoltatore.

Il Concerto è iniziato in maniera folgorante con il Rondò op 51 di Beethoven un ritmo, un energia meravigliosa in una forma perfetta di gesti e suoni. Un interpretazione magistrale seguita da i  Klavierstücke di Brahms tutto in uno sviluppo coerente e ammaliante che ha portato alla riflessione concitata e problematica con i brani di Schönberg che hanno portato gli ascoltatori nella complessa modernità. La seconda parte ha letteralmente incantato chi ha avuto la fortuna di ascoltare questo grande artista un suono puro scevro da orpelli un interpretazione da grande esecutore. Un terzo movimento di bellezza infinita, un degno tributo al Maestro di Bonn. Il suo interpretare segue la scrittura del compositore con grande rispetto e con l’idea di portare nelle note il proprio amore per ciò che si sta riportando per un miracolo laico in vita. Pubblico Sold-Out ha tributato un enorme successo tante chiamate sul palco alla fine è finalmente in bis si è materializzato in un immenso brano dedicato e Chopin suonato in maniera magistrale. Ancora tanti applausi e la certezza di aver partecipato ad un concerto memorabile da ricordare.

Questo il Programma dettagliato

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)

Rondò in sol maggiore op. 51 n. 2

Johannes Brahms (1833 – 1897)

da Sei Klavierstücke op. 118

  1. Intermezzo in la minore/maggiore
  2. Intermezzo in la maggiore

III. Ballata in sol minore
Arnold Schönberg

da Tre Pezzi per pianoforte, op. 11
n. 2 , Sehr Langsam
Johannes Brahms

Da Sei  Klavierstücke op. 118
IV. Intermezzo in fa minore/maggiore

  1. Romanza in fa maggiore
    Arnold Schönberg

 da Tre Pezzi per pianoforte, op. 11
n. 2, versione da concerto di Ferruccio Busoni
Johannes Brahms

da Sei Klavierstücke op. 118
VI. Intermezzo in mi bemolle minore

*   *   *

Ludwig van Beethoven

Sonata in si bemolle maggiore op. 106 “Hammerklavier”

ALEXANDER LONQUICH

È nato a Trier, in Germania. Nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei.

La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto in passato con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista.

Un importante ruolo lo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera. Alexander Lonquich, infatti, ha avuto modo di collaborare con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Nicolas Altstaedt, Vilde Frang, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger, Frank Peter Zimmermann.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or”, il “Premio Abbiati” (come miglior solista del 2016) e il “Premio Edison” in Olanda.

Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato, con la moglie Cristina Barbuti, un duo pianistico che si è esibito in Italia, Austria, Svizzera, Germania, Norvegia e USA.

Inoltre, nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista spaziando da C.P.E. Bach a Schumann e Chopin, del quale ha inciso, su un pianoforte Erard insieme a Philippe Herreweghe, il Concerto in fa minore per il Frederick Chopin Institute.

Nel ruolo di direttore-solista, Alexander Lonquich collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova – con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento sull’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart – e, tra le altre, ha lavorato con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano. Di particolare rilievo è stato, nella primavera 2009, il progetto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI nel quale, in cinque differenti concerti, è stata presentata l’integrale delle Sinfonie di Schubert accostate ai Concerti per pianoforte di Beethoven.

Si esibisce regolarmente per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con la quale dalla stagione 2011/12 collabora anche come direttore-solista.

Alexander Lonquich svolge anche un’intensa attività concertistica all’estero: è stato “Artist in Residence” nella stagione 2015/16 presso la NDR Elbphilharmonie Orchester (Orchestra della Radio della Germania del Nord) di Amburgo, e poi nell’edizione 2017 del Festival della Primavera di Praga, dove si è esibito anche nel ruolo di solista e direttore con la Camerata Salzburg. E’ frequente ospite di festival di rilievo internazionale, tra i quali Schubertiade, Lockenhaus, Mozartwoche Salzburg in Austria, Beethovenfest Bonn, Ludwigsburger Schlossfestspiele e Sommerliche Musiktage Hitzacker in Germania. Tra gli impegni salienti fuori Italia citiamo collaborazioni con la Stuttgarter Kammerorchester, la Münchener Kammerorchester (per l’integrale dei cinque Concerti di Beethoven), la Potsdam Kammerakademie, la Camerata Salzburg, con cui sarà in tournée in Belgio e Olanda nella primavera del 2019, oltre a recital e concerti di musica da camera in numerose sale europee, tra le quali la Philharmonie e la Pier Boulez Saal di Berlino, la Konzerthaus di Vienna, l’Auditorio di Madrid.

Dopo aver effettuato incisioni per EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert, ha iniziato una collaborazione con la ECM registrando musiche del compositore israeliano Gideon Lewensohn ed un CD di musica pianistica francese dell’inizio del XX secolo con gli Improptus di Fauré, Gaspard de la nuit di Ravel e i Préludes di Messiaen. In seguito ha inciso, sempre per ECM, la Kreisleriana e la Partita di Holliger e un CD interamente dedicato a Schubert, insieme a Carolin Widmann.

La sua pubblicazione più recente (ottobre 2018) è un doppio CD per l’etichetta Alpha-Outhere intitolato “Schubert 1828” e contenente le Sonate D958, D959 e D960; questa registrazione ha ottenuto un grandissimo successo di pubblico e critica e, nel febbraio 2019, ha ricevuto il prestigioso “Preis der deutschen Schallplattenkritik 2019”.

Ai numerosi impegni concertistici, Alexander Lonquich ha affiancato negli anni un intenso lavoro in campo didattico tenendo master-class in Europa, Stati Uniti ed Australia. Ha collaborato inoltre con l’Accademia Pianistica di Imola, l’Accademia Musicale Chigiana e la Hochschule für Musik di Colonia.

A partire dal 2014 Alexander Lonquich è Direttore Principale dell’OTO – Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, con la quale si esibisce durante ogni stagione anche come solista, contribuendo alla formazione dei giovani musicisti ed all’ampliamento del repertorio dell’ensemble.

Nel 2013 ha creato nella propria abitazione fiorentina, assieme alla moglie Cristina, Kantoratelier, un piccolo spazio teatrale dove le materie a lui care – psicologia, musica e teatro – vengono approfondite grazie a laboratori, seminari e concerti.

Con “Palla de’Mozzi” di Marinuzzi prende il via al Teatro Lirico di Cagliari la Stagione lirica e di balletto 2020

Riceviamo e pubblichiamo:

Newsletter 3 del 16 gennaio 2020

Con “Palla de’Mozzi” di Marinuzzi

prende il via al Teatro Lirico di Cagliari
la Stagione lirica e di balletto 2020



“Palla de’ Mozzi” di Marinuzzi
un titolo raro per il via della
Stagione lirica e di balletto 2020

La Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari apre i battenti il 31 gennaio alle 20.30 con un titolo raro: “Palla de’ Mozzi”, dramma lirico in tre atti di Gino Marinuzzi, alla prima esecuzione in tempi moderni.
Sul podio il maestro Giuseppe Grazioli, specialista del repertorio novecentesco.
La regia è firmata da Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin.
Il maestro del coro è Donato Sivo.
Le recite (in tutto nove turni di abbonamento, oltre ai matinée dedicati alle scuole) andranno avanti fino al 9 febbraio.

Acquista i biglietti in TeatroAcquista on line

Venerdì 24 gennaio alle 17
Nicola Colabianchi presenta
“Palla de’ Mozzi” nel foyer di platea

Sarà Nicola Colabianchi, sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari, a presentare venerdì 24 gennaio al pubblico l’opera di Gino Marinuzzi “Palla de’ Mozzi”, con la quale il 31 gennaio prenderà il via la Stagione lirica e di balletto 2020.

L’appuntamento, come di consueto a ingresso libero, è per le ore 17.

Scopri di più

La Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

6 concerti sinfonico-corali, 5 sinfonici, 4 cameristici: questo il ricco cartellone della Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari.
In programma musiche dal repertorio, tra gli altri, di Beethoven, Brahms, Gershwin, Bernstein.
Si comincia il 10-11 gennaio 2020 col concerto inaugurale che vedrà impegnati l’Orchestra e il Coro sotto la direzione di Donato Renzetti

Scopri di piùCampagna abbonamenti 2020

La Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

Tra novità e tradizione, titoli rari e grandi classici, si annuncia di grande interesse e alto il livello la Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, impreziosita dalla presenza di artisti di prim’ordine.
Si comincia venerdì 31 gennaio 2020 con la prima di Palla de’ Mozzi di Gino Marinuzzi.
Le altre opere in stagione: Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida.
Il balletto sarà Spartacus, in prima esecuzione a Cagliari

Riparte la rassegna per i “Pomeriggi in Concerto” dell’associazione Napolinova, con il bel recital del pianista Francesco Mattia Pellecchia

Mercoledì 15 gennaio, alle ore 18.00 nella Sala Chopin in piazza Carità, 6 presso la Ditta Napolitano per i “Pomeriggi in Concerto” dell’associazione Napolinova, si e’ svolto il bel recital del pianista Francesco Mattia Pellecchia
In programma musiche di brani di Mozart, Liszt, Chopin, Poulenc Bach Busoni.

Un ottimo pianista un programma molto bello ed impegnativo. Il giovane pianista Pellecchia ha personalità e grande capacità di interpretazione anche se il rispetto per l’autore è totale. Molto bella l’esecuzione dei brani di Liszt. Tanto pubblico tanti applausi meritatissimi per questo giovane e talentuoso artista, in bocca al lupo per la carriera.

Lucrezia Borgia al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA 2

Lucrezia Borgia al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Nel nuovo allestimento della Fondazione, in coproduzione con la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni

Direttore e Concertatore il Maestro Roberto Gianola

Andata in scena l’ultima volta al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste nel 1871, Lucrezia Borgia venne rappresentata per la prima volta con successo a Milano nel 1833 e in quell’occasione Gaetano Donizetti previde e ottenne, non senza qualche difficoltà, una nuova disposizione dell’orchestra, quella a cui si ricorre ancor oggi con gli archi disposti a semicerchio davanti al podio. E fu una novità in quanto precedentemente gli archi stavano da un lato, mentre la restante parte dell’orchestra dall’altro. Nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, in scena dal prossimo venerdì 17 gennaio (repliche fino al 25 gennaio), in coproduzione con la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni, Lucrezia Borgia è diretta dal Maestro Roberto Gianola, considerato attualmente uno dei più giovani e interessanti Direttori della nuova generazione. Attualmente è Direttore Stabile presso il Teatro dell’Opera di Istanbul, dove ha debuttato nel febbraio 2015 dirigendo I racconti di Hoffmann e dove è stato protagonista per tutto il triennio 2015-18 sia nel repertorio lirico, che in quello di balletto e sinfonico. Ha già diretto oltre 50 differenti orchestre in tutto il mondo – ha debuttato nel gennaio 2009 a soli 34 anni nella prestigiosa Carnegie Hall di New York – e, specializzato nell’opera lirica, ha diretto con successo in numerose produzioni tutte le opere tradizionali.
Con l’Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Lucrezia Borgia è interpretata da Carmela Remigio/Lidia Fridman (Donna Lucrezia Borgia), Dongho Kim/Abramo Rosalen (Don Alfonso), Stefan Pop/Deniz Leone (Gennaro),​ Cecilia Molinari/Veta Pilipenko (Maffio Orsini), Motoharu Takei (Jeppo Liverotto), Rustem Eminov (Don Apostolo Gazella), Dario Giorgelè (Ascanio Petrucci), Dax Velenich (Oloferno Vitellozzo), Giuliano Pelizon (Gubetta), Andrea Schifaudo (Rustighello), Giovanni Palumbo (Astolfo), Roberto Miani (Un coppiere). La regia è di Andrea Bernard, le scene sono di Alberto Beltrame, i costumi di Elena Beccaro, le coreografie e i movimenti scenici​ Marta​ Negrini,​ le luci di Marco Alba. Maestro del Coro Francesca Tosi.

Il libretto di Felice Romani si basa su un dramma di Victor Hugo, pubblicato nello stesso 1833 in cui fu realizzata l’opera, che elabora in modo libero diversi motivi delle vicende, storiche e leggendarie, attorno alla figura affascinate di Lucrezia Borgia e al suo ambiente familiare. Lo scrittore francese non rimase però entusiasta dell’adattamento operistico, tanto che nel 1845, per una serie di rappresentazioni di Lucrezia Borgia a Parigi, proibì che fosse usato questo titolo: il libretto dovette essere rimaneggiato e l’opera andò in scena come La rinnegata. Non è questa l’unica metamorfosi di Lucrezia Borgia: l’opera cambiò spesso titolo e venne presentata via via come Alfonso, duca di Ferrara, Eustorgia da Romano, Giovanna I di Napoli, Elisa da Fosco, Nizza de Grenade e Dalinda. Motivo di tante variazioni era il soggetto, per l’epoca piuttosto audace, che già nella versione originale aveva scatenato i censori. Anche la parte musicale fu spesso rimaneggiata, tra la prima nel 1833 e il 1840 circa: ad esempio esistono due finali alternativi, senza che si possa dire che uno dei due abbia soppiantato l’altro nella prassi esecutiva. Una delle versioni dell’opera fu tra l’altro rappresentata per la prima volta proprio a Trieste, all’allora Teatro Grande, il 2 ottobre 1838.

Trieste, 15 gennaio 2020


— dott.ssa Federica Zar Aps comunicazione Snc di Aldo Poduie e Federica Zar viale Miramare, 17 • 34135 Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910 zar@apscom.it Professionista Relazioni

Per la rassegna “E’ aperto a tutti quanti”, concerto degli ottimi musicisti Andrea Cataldo (tenore), Angelo Gala (pianoforte), Maria Alvino (soprano) e Chiara Silvestre (pianoforte) Concetta Varricchio (pianoforte)

Mercoledì 15 gennaio, alle ore 13.30 a Palazzo Zevallos Stigliano in v. Toledo, 185 per la rassegna “E’ aperto a tutti quanti”, il concerto degli ottimi musicisti Andrea Cataldo (tenore), Angelo Gala (pianoforte), Maria Alvino (soprano) e Chiara Silvestre (pianoforte) Concetta Varricchio (pianoforte)
In programma musiche di Beethoven, Schubert, Gomez, Tosti, Falvo, Di Capua, Bovio, Lehar. Belle esecuzioni, tutti molto bravi i ragazzi esibitisi su un progamma accattivante e complesso. Tantissimo pubblico tanti applausi un ottimo successo meritato.

Sabato 18/01 ore 18.00 alla Chiesa delle Crocelle per il concerto con musiche di Bach, Mendelssohn, Saint Sains e Rachmaninoff

Riceviamo e pubblichiamo:

Buonasera,

Vi aspetto questo sabato 18/01 ore 18.00 alla Chiesa delle Crocelle per il concerto con musiche di Bach, Mendelssohn, Saint Sains e Rachmaninoff.

Angela Ignacchiti, pianoforte
Alessandro Mauriello, violoncello

Vi lascio i miei recapiti per qualsiasi informazione.
Studio: 081/7646464
Grazie sempre per la Vostra collaborazione!

Cordiali saluti,

Robert Bergman Acquaviva d’Aragona

Calendario Concerti.jpg

Al Teatro Bellini Medée Visions – Medea’s Visions l’eclettica ed originale interpretazione contemporanea di Alessia Siniscalchi

Ieri sera 14 gennaio alle ore 21 al Teatro Bellini di Napoli si è svolto Medée Visions – Medea’s Visions l’eclettica ed originale interpretazione contemporanea dei questo capolavoro della classicità per la regia Alessia Siniscalchi, danza, musica e illuminazioni.

Un interessante idea su Medea è stata proposta ieri al Teatro Bellini lo spettacolo con la partecipazione di Alessandra Guazzini, Fanny Guidecoq, Francesco Calabrese, Felicie Baille, Zelia Pelacani Catalano e in alternanza Chiara Gistri, voce Vincent Callot Siniscalchi

art work / opere Valerio Berruti

musica live e originale di Phil St. George e Cristina Barzi

testo originale Eva /Medea di Paulina Mikol Spiechowicz

testi Alessia Siniscalchi su ispirazioni libere da George Bernand Shaw, Dario Fo, Franca Rame, Euripide, Grillpartzer

live photography/ foto scena/ foyer Giovanni Ambrosio/Black Spring Graphics Studio (con contributi fotografici di Luca Florino)

oggetti/materiali scena e body Ania Martchenko

live proiezioni e luci Benjamin Sillon

video Piero Viven, Lorenzo Taidelli

movimenti Ivana Messina

direzione artistica /regia /produzione Alessia Siniscalchi/Kulturscio’k con il sostegno di “la Ménagerie de Verre StudioLab”, Snaporaz Verein / Federica Maria Bianchi, Kulturscio’ k Italia / Francia, Kulturfactory di residenze internazionali, SPEDIDAM, Artgarage.

La produzione è stata molto gradita del folto pubblico intervenuto, la Medea della Siniscalchi ha una visione contemporanea dell’azione scenica dell’opera, molto interessante la combinazione musica elettronica con supporto materico e DJ set ed un movimento di danza e recitativi con innesti di musica vocale che crea un innovativa visione barocca completamente calata nella modernità. Lo spettacolo ha avuto un inizio nel Foyer con un primo coinvolgimento del pubblico con gli attori, molto bravi, versatili e molto incisivi. Belle le musiche e ottima la regia con luci di grande impatto.

La regista:

«Tanti anni fa ho immaginato un’interpretazione contemporanea del mito di Medea. Non avevo un figlio all’epoca, lasciai morire questa idea e cominciai a creare spettacoli immersivi sul tema della relazione – racconta la regista Alessia Siniscalchi – oggi che ho un bimbo di otto anni è tempo di tornare a Medea». Creare un incontro atipico tra Medea ed Eva questa l’idea che ha dato vita al progetto che diviene un dialogo tra le opere del grande artista Valerio Berruti, il testo di Paulina Mikol, le fotografie di Giovanni Ambrosio, le musiche di Cristina Barzi e Phil St. George e i video di Piero Viven. La performance site specific parla di Eva e di Medea, di Adamo/Caino/Giasone e del conflitto tra l’essere donna/uomo responsabili di nuova vita e l’essere figli tra l’innocenza dell’infanzia e la maturità conflittuale. Imagination is the beginning of creation, dice Eva e la Siniscalchi, dissimulandosi nel lavoro di artisti visivi, asseconda la sua emergenza artistica mettendo in scena diversi punti di vista. Paradiso e Inferno: 17 momenti montati come in un film tra la dualità femminile e il maschio/padre/fuggitivo. Alessia Siniscalchi è napoletana ma vive e lavora tra l’Italia e la Francia, nel 2007 fonda il collettivo Kulturscio’k, che si muove tra i due paesi; oggi fanno parte del collettivo, attori di cinema e teatro, danzatori, fotografi e musicisti che portano avanti una ricerca che approfondisce il rapporto istintivo e primordiale tra musica , movimento e testo.

Un grande successo tantissimi applausi da parte del pubblico partecipante, tra questi Laurent Burin des Roziers il Console Francese a Napoli, l’artista Mariano Rigillo e tanti altri noti e non, una produzione di qualità, oggi si replica.

 

 

 

Per la IV° edizione del Festival Barocco Napoletano, lo stupendo secondo Concerto della Rassegna del duo minimo Ensemble, formato da Daniela del Monaco e Antonio Grande

Ieri sera Lunedì 13 gennaio, alle ore 18.00 nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale per la IV edizione del Festival del Barocco Napoletano, si è svolto lo stupendo Concerto del duo minimo Ensemble, formato da Daniela del Monaco (contralto) e Antonio Grande (chitarra barocca, chitarra classica ed elaborazioni musicali), dal titolo “Gouaches Napolitaines – Affetti e passioni fra ’700 e ’900”.
Programma Svolto
G. Sanz: Preludio por la cruz (capricho arpeado)
Anonimo: Michelemmà (attr. a Salvator Rosa)
G. Sanz: Folìas
Anonimo: La serpe a Carolina
G. Sanz: La cavalleria de Napoles con dos clarines
Anonimo: Felicella (attr. a Giovanni Paisiello)
G. Sanz: Fuga n.1 (al ayre español)
Anonimo: Lo Guarracino
Anonimo: Fenesta ca lucive (attr. a Vincenzo Bellini)
G. Donizetti: Me voglio fa’ ‘na casa (canzone marenara)
Bovio/Tagliaferri/Valente: Passione
D’Annunzio/Tosti: ‘A vucchella
E. A. Mario: Canzone appassiunata
Un Concerto dove classe e grandi capacità espressive hanno dato vita a esecuzioni di bellezza unica, la canzone di Scuola Napoletana così interpretata è eterna e rende in maniera esemplare come si sia sviluppata dall’epoca barocca ai nostri tempi, musica di una così grande meraviglia e profondità di sentire. I due artisti hanno svolto un programma di grande presa sul foltissimo pubblico intervenuto al secondo Concerto della quarta rassegna del Festival Barocco Napoletano al MANN. La Del Monaco con la sua voce unica e di grande qualità insieme alla sua gestualità e gestione della scena coinvolge e porta l’ascoltatore in un mondo dove la melodia impera e da felicità, il tutto con la sapiente e magistrale cura nell’accompagnare e segnare la musica del M° Grande che con il suo strumento definisce il quadro musicale che si va dipingendo. Grandissimo successo meritatissimo, il numerosissimo pubblico ha tributato tantissimi applausi, bis richiesto e concesso la bellissima “Suspiranno” che ha incantato per l’ultima volta, per questa serata, la folla festante degli intervenuti.